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13/07/2014

Maggiore efficienza energetica con le pompe di calore

I benefici energetici e ambientali che deriverebbero se si diffondesse anche in Italia l’adozione di pompe di calore a ciclo annuale

Le pompe di calore sono uno strumento sempre più diffuso per ridurre i consumi di riscaldamento e di condizionamento, che incidono pesantemente sul bilancio energetico, sulle bollette elettriche e sulle emissioni di CO2.

Una pompa di calore è un dispositivo termico in grado di trasferire calore da una sorgente a temperatura più bassa (es: aria, calore del suolo, acqua sotterranea o superficiale) ad un’altra a temperatura più alta (es: l’aria o l’acqua di una casa, un ufficio, una fabbrica eccetera). Può funzionare per riscaldare come per rinfrescare, con un rilevante vantaggio energetico, perché è in grado di fornire più energia (calore) di quella elettrica impiegata per il suo funzionamento. Il risparmio energetico infatti, rispetto ai sistemi tradizionali di riscaldamento e di condizionamento degli ambienti, è dell’ordine del 35-40%, e in alcuni casi anche superiore.

Esistono diverse tipologie di pompe di calore, classificate sulla base della natura della sorgente fredda (aria, acqua, sottosuolo) e di quella calda (aria e acqua). Vengono cioè definite pompe “acqua-aria”, “acqua-acqua”, “aria-aria”, “suolo-aria” eccetera, dove il primo termine indica la sorgente fredda e il secondo quella calda.
Le macchine presenti sul mercato hanno comunemente campi di azione tra 0 e 100-120 °C e possono quindi essere impiegate per il riscaldamento di ambienti, per la produzione di acqua calda sanitaria e per processi produttivi che necessitano di calore a bassa temperatura. Inoltre possono essere reversibili, cioè utilizzate sia in un verso (riscaldamento da una sorgente verso l’altra) sia nell’altro (raffreddamento).

Enel ha recentemente sottoscritto un accordo preliminare con l’associazione Co.Aer (l’associazione dei costruttori di apparecchiature e impianti aeralulici) per lo sviluppo delle energie rinnovabili nel settore della climatizzazione in Italia, attraverso la diffusione di pompe di calore a ciclo annuale.

In Italia, contrariamente a quanto avvenuto in Francia e in alcuni Paesi nord-europei (Svezia, Norvegia, Germania), il mercato si è sviluppato soprattutto per l’applicazione delle pompe di calore ai condizionatori estivi. Mentre l’utilizzo di pompe di calore a ciclo annuale (che cioè possono essere utilizzate per la produzione di acqua calda e per la climatizzazione tanto estiva quanto invernale) ha finora avuto sviluppi modesti.
Eppure l’adozione delle pompe di calore a ciclo annuale porterebbe rilevanti benefici in termini sia energetici, sia ambientali. Uno studio di Co.Aer ha dimostrato che se in Italia il 30% della domanda di riscaldamento invernale e di condizionamento estivo venisse soddisfatta con sistemi a pompa di calore a ciclo annuale, si avrebbero nel settore risparmi di energia del 23%. Cioè si risparmierebbero ogni anno 4,6 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, con minori emissioni di circa 10,5 milioni di tonnellate di CO2.
(fonte: www.enel.com)